"...and like a moth that tries to enter the bright eye...
I go shuffling out of life, just to hide in death awhile"

("The Mercy Seat", 1988)


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[1997] Nick Cave, intervista a Mojo Magazine - Marzo 1997 (torna all’elenco)

Nick ed io siediamo in un pub Londinese. Nick è al lato opposto del tavolo. Bevendo caffè, parliamo senza fretta.Nick, mezzo disteso, piedi incrociati, fuma una sigaretta. La sua sedia è spaziosa. I suoi occhiali riflettono il fuoco danzante del camino.

“Le persone di solito si avvicinano alla chiesa dopo sfortune personali: durante la mia ultima visita in una chiesa ho pensato alla ragazza che mi ha lasciato. Comunque, dopo una preghiera non ho sentito sollievo. Magari ero irritato dal modo. I sermoni spesso includono molti eccessivi patetici elementi. A volte contengono bugie causate dal fatto che i preti non capiscono la bibbia. Ma io amo il rituale della chiesa come contributo alla meditazione spirituale. Aiuta a superare le delusioni terrene."

“La cognizione di Dio include molte bellissime e misteriose cose, ma la cosa chiamata sermone è spesso nulla più che una profanazione della fede cristiana. Questo è perché io penso che la mia strada verso Dio è come un viaggio di un vagabondo solitario la cui percezione spirituale del mondo è basata sul dubbio.”

Quando aveva otto anni, Nick Cave cantava in un coro. Più tardi, nella meta degli anni 70, diventò un allievo della Art School, ammirava i ritratti religiosi di pittori appartenenti al periodo gotico nel rinascimento. Tutti i suoi dieci album solisti sono pieni di simbolismi biblici. Così come il titolo del suo libro pubblicato nel 1989, il suo nome era preso dal quarto libro del Vecchio Testamento. E’ chiaro che non si è trattato di crisi creativa a condurlo alla chiesa. Il suo album più recente, The Boatman’s Call, è stato pubblicato a Marzo. L’album è molto fragile, convincente ed estremamente franco. Potrebbe diventare un vero caposaldo nello sviluppo del lavoro creativo di un musicista. L’album consiste in dodici brani che riflettono il periodo più intimo della sua vita.

James McNair: Mi sembra che molti brani dell’album siano connessi con Vivian Caraneiro (madre del figlio Luke) e altre con P.j. Harvey.

Nick Cave: Fortunatamente l’esistenza di una canzone non dipende dai suoi concreti personaggi.

Jm: Bene, ma è inevitabile che le persone siano interessate nei fatti.

NC: Hai ragione, ma tutti i brani di The Boatman’s Call sono troppo pieni di informazioni. Quando scrivevo i brani, ho provato a esprimere le mie emozioni molto chiaramente.Mi sembra di esserci riuscito. Bene, ci sono molte inesattezze ma sono molto sincere. Intendo, riflettono il mio stato mentale di quel periodo e lo riflettono bene. Prendiamo Far From Me. Questa canzone mostra il processo di morte della relazione tra due persone. Stavo scrivendo quella canzone durante quel preciso periodo. Era importante per me descrivere assolutamente tutte le emozioni del momento. Il risultato è stato un bellissimo inizio ed una fine amara. In passato spesso ho scritto composizioni ben costruite che assolutamente non riflettono una singola idea, i miei veri pensieri e sensazioni.

JM: Sembra che la canzone People Ain’t No Good parla della fine del matrimonio con Vivian?

NC: Giusto.

JM: Ci sono le seguenti parti nel brano menzionato prima – “Non è che hanno il cuore cattivo/Possono darti conforto, qualcuno ci prova pure/Ma sono solo stronzate, piccola/La gente non è per niente buona”

NC: Non dovresti considerare quella parte come un tentativo di moralizzare. La canzone ha anche un’implicazione religiosa – Io non credo il dovere di Dio sia di rendere migliore la vita delle persone, di cambiare la marcia degli eventi. Dio è la sostanza più alta. E’ impossibile per noi capire quella sostanza. Le persone possono avere ragioni, cuore, desideri, ma non hanno qualcosa di più importante. Ogni persona vive senza limita la propria passione, i propri problemi. A volte possiamo aiutarci l’un l’altro, ma ci sono eventi che lo spirito delle persone non possono superare.

JM: Tu e Vivian eravate nella stessa situazione?

NC: Magari, Io ero sempre franco in ogni cosa connessa a me e Vivian. Nelle mie canzoni ho messo giù, anno dopo anno, la nostra relazione. Per questo non ha senso parlare del tema durante le interviste. Penso che sia difficile per lei sopportare il contenuto dei miei dischi. Sarebbe meglio non menzionare Vivian, almeno nella nostra conversazione.

JM: Generalmente parlando, ci sono molti rumori riguardo donne che ti sono state vicino. Dopo diventano personaggi dei tuoi brani. Anita Lane è associata con la composizione di Lament. Probabilmente due brani del nuovo album, West Country Girl e Black Hair, sono dedicate a PJ Harvey…

NC: …e Green Eyes è dedicata a Tori Amos. Specialmente il passaggio riguardo la “figa scintillante”…

JM: Stai scherzando?

NC: No, sono assolutamente serio. Tori si cuciva brillantini sui suoi peli pubici.

JM: Lo sai per esperienza personale?

NC: Certo, giusto. Solo poche persone mi hanno chiesto dei personaggi delle mie canzoni prima dell’uscita dell’ultimo album. Al momento avendo parlato un po’ di Vivian, i giornalisti provano a toccare il tema principale – Polly Harvey.

JM: Hai identificato uno dei personaggi dei tuoi brani con Pj Harvey. Ti senti a disagio per questo?

NC: Pj Harvey? E’ una gran novità per me!

JM: Intendo la seguente parte – “dal West”, “capelli neri”, “viso  a forma di cuore” .

NC: Beh, non so. E’ successo.

JM: Il brano Are You The One That I’ve Been Waiting For riflette la questione dell’amore ideale e la ricerca del partner ideale. Pensi che ogni relazione che si trovi nel mezzo sia morta in partenza?

NC: No, non lo so. Non sono uno specialista nel campo delle relazioni tra persone. Ho solo provato a scrivere canzoni senza diplomatici pensieri d’amore, Dio, etc. Mi sento ingannato nello scrivere canzoni. Probabilmente risulta in alcuni passaggi dei nuovi brani.

JM: Hai lavorato con Mick Harvey per più di vent’anni. E’ ancora una persona chiave nella realizzazione musicale delle tue idee?

NC: No, non lo è. A volte viene fuori che uno dei tuoi musicisti non è soddisfatto delle tue canzoni. Pensa che stai prendendo la direzione sbagliata, etc. Ma un giorno scrissi una canzone per mio figlio. Ero in procinto di includere quel pezzo nel mio disco. La canzone era solo spazzatura sentimentale. Blixa mi prese e disse che sarebbe stato meglio lasciare libero il mondo da un simile capolavoro e che sarebbe stato meglio regalare il brano a Luke quando sarebbe stato più grande. Ah- ah- ah! Sono felice che me lo abbia detto. Tendo ad arrabbiarmi molto quando perdo tempo su un'idea che poi si rivela non essere buona. Di solito provo a registrare tutti i miei brani. Altrimenti puoi dimenticartene e non recuperarli più. E’ importante soprattutto registrare brani che riguardano relazioni soggette a cambiamenti. Molte canzoni riflettono i sentimenti che provo verso alcune persone. Quando hai questi brani registrati è difficile ricollegarle a ciò che erano. Molto dopo, quando ti senti amareggiato, almeno c’è una parte di gioia svanita.

JM: Per molto tempo mi è parso che Mick Harvey fosse la vera persona che ti faceva credere nelle tue possibilità.

NC: Al momento ho bisogno di spendere molto più tempo per far credere agli altri nelle buone qualità dei miei brani. L’ultimo album ha momenti poetici che gli altri membri del gruppo difficilmente capiscono. Ho toccato cosse molto personali con contenuti religiosi. Questo ha causato discussioni tra me e gli altri. Queste discussioni non sono ancora sfociate in disaccordi. Comunque la tensione nella band aumenta passo dopo passo. In passato ho usato simbolismi religiosi in una maniera attiva ed astratta. Ora continuo ad usare quel metodo di scrittura ma le mie nuove canzoni hanno cose in cui alcuni membri della mia band non credono. Ho dovuto persuaderli per farli rimanere nei brani, ma mi hanno fatto capire chiaramente che quello è solo il mio punto di vista, ma non quello di Blixa o Mick Harvey.

JM: Ora probabilmente sei pronto per registrare il tuo album solista. Solo tuo. Lo sei?

NC: Già, in un certo senso. Tutte le canzoni scritte attualmente sono mie. Le ho scritte vivendo nel mio mondo spirituale separato dalle altre persone. Blixa ripeteva costantemente: “Allora perché sono qui? Perché sono qui?” Ho dovuto spiegargli che era con me perché amo il suo “economico” modo di suonare la chitarra. Devo dire che Blixa usa la sua chitarra solo quando è necessario. E’ ironico: c’è la più grande foto della storia della band sulla copertina del cd, ma c'è a stento qualche strumento nel disco. Ogni membro della band ha fatto del proprio meglio per nascondere il proprio ego. Ognuno tranne me. Ah – ah – ah! Il mio ego ribelle, come sempre. Ci ha preso molto poco tempo registrare il disco. Ricordo che durante le registrazioni c’era un’atmosfera di freschezza. C’era un’idea da preservare la ruvidità dei demo. Questo è perché molte canzoni sono state ri-registrate solo per migliore alcuni aspetti tecnici. Parti di voce e piano sono state divise per il mix susseguente.

JM: Dicono che c’è sempre stata comprensione tra te e i tuoi figli. La canzone Where Do We Go Now But Nowhere include un passaggio dove si parla di un bambino brasiliano spaventato dal suono di un tamburo. Così spaventato da mettere le sue piccole dita nella tua mano.

NC: Nel brano descrivo il momento in cui eravamo al carnevale in Brasile e c’era una parata. Tenni la mano di un piccolo bambino. Nel brano ho provato a dire che le dita del bambino nella mia mano avrebbero anticipato la nascita di mio figlio.

JM: Penso che la scelta del nome (Luke) è stata abbastanza naturale.

NC: Beh, stavo scegliendo solo tra quattro nomi. (Nick ride) Lui mi ama davvero ed è bellissimo. Posso comportarmi con naturalezza. Ha fatto si che negli ultimi due anni mi avvicinassi molto a mio padre. Raramente avevo pensato a lui dopo la sua morte. Ora mi sento parte di un processo evolutivo. Mi sembra di poter eliminare in mio figlio le caratteristiche negative che mio padre non ha avuto tempo di eliminare in me. Sono attualmente solo un modello leggermente migliorato di quel che era lui. Sono egoista come lui.

JM: Avrai quarant’anni a settembre. Hai rimpianti del passato?

A volte mi sembra che nonostante sia quarantenne non sia migliorato nulla. Ancora non riesco a stringere relazioni con gli altri. Negli anni dovrei imparare a migliorare. Comunque continuo a trovarmi in situazioni difficili. Probabilmente ho fallito ad avere vita sociale. Che è importante avere in alcuni casi. Probabilmente il motivo è che negli anni ero concentrato completamente su altre cose. Ho speso molto tempo, almeno vedo che non sono pronto per attività che prevedono semplice comunicazione umana.

JM: Diventare quarantenne, lo scrittore Martin Amis era sopraffatto nel realizzare che le ragazze carine, per strada, non gli davano attenzione. La sua faccia non era più cattura-sguardi come un tempo. Non sei ansioso per questo tipo di problema?

NC: Non lo so (Nick ride). Non ho mai pensato a me stesso come un bell’uomo. Le donne non fermano il loro sguardo su di me. Non come per Marin Amis – lui è un bell’uomo. C’è sicuramente del fascino in lui.



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