"I kissed you once. I kissed you again
My heart it tumbled like the stock exchange
Do you feel what I feel, dear?"

("The Abattoir Blues", 2004)


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[2009] Nick Cave, intervista su La Morte di Bunny Munro (torna all’elenco)

Il personaggio che dà il titolo al secondo libro di Nick Cave, "La Morte di Bunny Munro", è un uomo schifoso e ripugnante. Ed anche complicato.

Bunny è un venditore porta a porta di prodotti di bellezza di dubbio valore. Ed è un sociopatico dedito ad un estremo edonismo.

E' anche un padre che porta in giro il figlio di 9 anni, Bunny Jr., durante i suoi viaggi-vendita, dopo che la moglie si è impiccata a causa dei suoi disprezzabili comportamenti.

Dice a Bunny Jr. di volergli insegnare il modo di vendere, ma non lo fa mai. Il bambino resta in macchina, mentre Bunny ci prova con la padrona di casa - o, se è vecchia e chieca, di rubare la gioielleria.

Il titolo anticipa il finale, ma non come ci si arriva. E' un viaggio disturbato, sebbene non manchino momenti di humour nero.

Il libro è il risultato di sei settimane spese scrivendo nel tour-bus, mentre era in tour con i Bad Seeds.

[...]

Cave, 52 Anni, ci ha parlato telefonicamente da un hotel a New York.

Io e te parlammo negli anni 90 ed io ti chiesi su cosa stavi lavorando. La tua risposta fu: "Il mio lavoro è rimasto sempre incatenato alla stessa ciotola di vomito".

Oh, proprio così. Non posso fare meglio di quello.

Io penso ci sia di più nella scrittura di "Bunny Munro"

Mi è veramente piaciuto scriverlo. Rivela qualcosa riguardo me stesso che non ho ritrovato in molta letteratura. Una sorta di natura sessuale predatoria che esiste, credo, nelle teste "di rettile" di ogni uomo.

Bunny arriva agli estremi.

Il personaggio doveva essere estremo. Volevo creare un mondo che fosse reale, ma anche distaccato dal mondo per come è. E' quel che cerco di fare anche quando scrivo canzoni.

A causa di Bunny, che è un inaffidabile narratore, non sono sicuro se lui sia un amante di successo, un violentatore su appuntamento o ancora peggio. Risponde a quasi tutti gli stimoli che lo eccitano.

Già, si eccita anche guardando una nuvola.

E' anche ossessionato dalle celebrità.

L'ossessione di bunny viene dall'ossessione di una società consumistica e 'sessualizzata'. Ogni cosa a cui guarda sembra parlargli. E queste sono le cose che lo eccitano, cose viste su MTV, viste su billboard e sulle riviste.

Le sue due passioni più particolari sono Kylie Minogue ed Avril Lavigne. Sul retro del libro, nelle note delle autore, ti scusi con entrambe le cantanti.

Voglio scusarmi con loro sinceramente. Era una parte davvero importante della storia averle nel libro. Personalmente le ammiro molto e quindi è stato semplice. Non vorrei si arrabbiassero con me. Spero non ne restino offese. Conosco Kylie, ci ho lacorato assieme ed è fantastica.

Strutturalmente c'è similitudine con "The Road" di Cormac McCarthy, dove un padre ed un figlio fanno un viaggio assieme nell'america post-apocalittica. Poi ho scoperto che tu e Warren Ellis ne avete scritto la colonna sonora.

In mia difesa devo dire che Bunny Munro era inizialmente lo script per un film. Ma non avevamo i soldi che volevamo per farlo, quindi la cosa si è fermata. Questo molto prima che "The Road" venisse pubblicato. La cosa abbastanza strana è che "The Road" mi è stato inviato, per chiedermi se avessi voluto curarne la sceneggiatura. Ho risposto che già avevo fatto la cosa padre-figlio, quindi ho lasciato perdere. Ma ne ho curato la musica.

In "Bunny Munro", Bunny Jr. mostra che c'è una piccola luce in questo mondo incasinato?

Beh, sì. Bunny jr. è lì per vedere quell'uomo mostruoso da una prospettiva diversa e mostrare, credo, che anche la persona peggiore è capace di ispirare amore. Ovviamente c'è un elemento di ammonimento all'interno. Se c'è anche un solo sentore di diventare una persona decente nella vita, fallo ora, perchè domani potresti non essere più in giro.

C'è un passaggio che usi da "1 Settembre 1939", di W.H. Auden: "dobbiamo amarci l’un l’altro o morire." E' quello il messaggio implicito?

E' quello che userei per Hollywood, se ne volessero fare un film. Ma non ha troppo a che fare con me. Davvero, io ero più interessato nello scrivere una storia anti-redenzione. Molti romanzi di questo tipo creano una sorta di mostro, il personaggio centrale che vede i suoi errori, si scusa, fa ammenda ed è, in un certo qual modo, salvato. Io non ero interessato a far ciò. Io non compro tutto il necessario per la resurrezione.

E' questo, in qualche modo, un passo d'allontanamento dalla musica?

Io non sto allontanandomi dalla musica. Magari la musica può allontanarsi da me, ma io amo fare musica ed ancora sento di avere molto da fare con la musica. Abbiamo registrato un nuovo disco dei Grinderman per cui siamo molto entusiasti. Uscirà a marzo. E farò un altro disco con i Bad Seeds, più avanti nell'anno (2010 ndr). Cerco di fare una cosa alla volta. Ovviamente le cose a volte si accavallano. Promuovo una cosa mentre ne faccio un'altra, ma di solito semplicemente finisco una cosa e mi lancio nella seguente. O magari scappo da quella che ho finito.

Boston Herald



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