"Who is this great burdensome slavering dog-thing
that mediocres my every thought?
I feel like a vacuum cleaner – a complete sucker!
It’s fucked up and he is a fucker!"

("We Call Upon The Author", 2008)


caption

[2012] Hugo Race & Fatalists - We Never Had Control (torna all’elenco)

hugo race fatalists we never had control

Tracklist:

1. Dopefiends
2. Ghostwriter
3. Meaning Gone
4. Snowblind
5. No Angel Fear To Tread
6. Shining Light
7. No Stereotype
8. We Never Had Control

Hugo Race – vocals, steelstring guitar, keys
Antonio Gramentieri –electric guitar, lapsteel, baritone guitar, bass
Diego Sapignoli – drums, congas, balafon, treated percussion
Francesco Giampaoli – double bass
Franco Naddei - synthesizers
Vicki Brown – violin, vocals
Catherine Graindorge – violin, viola  (Shining Light, We Never Had Control)
Violetta DelConte Race – vocals (Meaning Gone, We Never Had Control)
Hellhound Brown – vocals (Dopefiends)

Registrato e mixato da Franco Naddei al Cosabeatstudio (Villafranca-Forlì, Italia)
Prodotto da Hugo Race & Antonio Gramentieri

Anno: 2012

Label: Gusstaff / Interbang (clicca per comprare).

Recensione:

E' un bellissimo arpeggio di chitarra che apre il secondo disco di Hugo Race & Fatalists, We Never Had Control. Dopefiends, il brano d'apertura, è scandito dagli arpeggi chitarristici di Antonio Gramentieri e dalle percussioni di Diego Sapignoli, legati insieme dalla splendida voce di Hugo Race.

L'intero disco vede alternarsi momenti soffici ad altri ben più ritmati, che a tratti strizzano l'occhio al noise, con chitarre e violini a tirar stilettate. Minimo comun denominatore di We Never Had Control sono invece il cantato di Race e le sue liriche che, come ha sottolineato: "Danno una visione fatalista di un mondo dove tutto va male e dove l'unica cosa in grado di salvarlo è l'amore".

Il disco, intriso di blues con qualche innesto d'elettronica, a tratti tende a ricordare anche altri progetti di Hugo Race, tipo i suoi meravigliosi Dirtmusic, che un po' tornano in alcuni passaggi di brani come Meaning Gone.

Numerosi gli ospiti in questo lavoro, come Francesco Giampaoli al contrabasso, Vicky Brown al violino o Violetta DelConte Race, figlia di Hugo, che ci mette la voce in Meaning Gone e nella title-track, fornendo, con la sua voce eterea, una prova eccellente.

Più movimentati sono invece i passaggi nei brani Snowblind o Stereotype, che fanno da contraltare alle suggestive Shining Light e We Never Had Control, tra i brani migliori del disco, che vedono al violino Catherine Graindorge, che restituisce il favore ad Hugo Race che aveva prestato voce e chitarra nel suo recentissimo The Secret Of Us All.

We Never Had Control è un disco molto piacevole, che si adatta a diversi momenti, in grado di toccare diverse corde, basta sapersi lasciare trasportare da un progetto che si conferma a livelli decisamente alti.



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